Taranto strategica e Aeroporto Arlotta

E’ bastato un semplice atto di indirizzo della Giunta regionale che attivava un percorso propedeutico all’eventuale apertura della struttura jonica, da far insorgere con veemenza due Consiglieri regionali che, al netto di un miope campanilismo, nell’incipit della nota stampa, in modo superficiale e tendenzioso, bollano l’aeroporto “Marcello Arlotta” come un mero scalo aeroporto e non incluso legittimamente fra i 38 aeroporti di interesse nazionale, al pari degli scali di Brindisi e Bari, anzi “di particolare rilevanza strategica”!!

La delibera regionale, coerentemente riportando le dichiarazioni dell’Assessore regionale allo “Sviluppo economico”, Michele Mazzarano, da’ mandato alla società Aeroporti di Puglia di costituire  una Unità di missione che abbia il preciso compito, attraverso un piano finanziario che allochi risorse di uomini e mezzi per rendere così pienamente operativo l’aeropoerto, non solo in chiave industriale, ma anche commerciale per l’attivazione di voli charter e di linea.

Ma soprattutto la presa di posizione dei due esponenti politici verrebbe giustificata dalla carenza di domanda del territorio e della carenza di un “Piano industriale”.

In realtà l’analisi partigiana salentina non considera:

 

  • Che l’aereoporto Arlotta è posto in una posizione geografica favorevole che lo congiunge agevolmente, oltre che con l’intera Provincia jonica e con parte e con parte delle Province pugliesi limitrofe, anche con la Provincia di Matera e con la parte settentrionale della Calabria, ovvero anche parte dell’arco jonico pugliese e lucano – lucano.
  • che per i suddetti esponenti politici “servono studi di fattibilità”, che sarà proprio di competenza dell’Unità di missione ( e che ancora una volta preordinatamente si omette).

Si dimentica smaccatamente inoltre che il territorio è al centro di un sistema portuale e retroportuale che il Salento non ha (e qui non si vede alcun doppione, anzi una peculiarità non solo pugliese ma anche nazionale), in grado di garantire una domanda potenziale di oltre un milione di abitanti.

Dove però l’insipiensa politica dei Consiglieri arriva all’apice è allorquando, nel negare il diritto costituzionale alla “Mobilità” si afferma che esso è “guidato dagli umori o peggio ancora, dagli interessi del politico di turno”.

 

Pertanto, al di là di ogni sterile e puerile miopia politica e al netto delle dinamiche elettorali ravvicinate, chiediamo alle nostre Istituzioni delle immediate repliche, ma soprattutto comportamenti fattivi in grado di dare attuazione ad uno dei tasselli fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio.

 

Ai politici brindisini che accusano Michele Mazzarano di campanilismo facciamo presente che il campanilismo non è desiderare e lavorare per lo sviluppo e il progresso del proprio territorio, ma voler impedire lo sviluppo dei territori altrui per conservare le proprio rendite di posizione. Speriamo che questa volta la classe dirigente tarantina sia unita per difendere il diritto al progresso del nostro territorio.

 

Ciro Caramia – resp. Diritti & Doveri

Rete Civile – Movimento di Cultura Politica

arlotta

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